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Far vedere che ci siamo

Tante volte chi usa software libero ha l’impressione di essere solo, soprattutto quando parla delle proprie scelte alle persone che conosce e cerca in qualche modo di diffondere ad altri l’utilizzo di questi programmi. Quando ho conosciuto crowdmap mi sono incuriosito: dare la possibilità di segnalare punti di interesse, eventi o altro su una mappa mi sembra una grande opportunità. Ecco allora che ho pensato ad una mappa che faccia uscire dal guscio chi usa software libero a scuola. Ecco il risultato:

Mappa del software libero a scuola

Il software libero a scuola

Naturalmente le mappe non sono sicuramente esaustive, molte realtà non sono segnalate, ci sono situazioni in cui il software libero è usato ma per vari motivi non è stato indicato nella mappa. Uno dei motivi credo che sia il fatto che questa iniziativa non è molto conosciuta, soprattutto nell’ambiente scolastico. Oltre a una sorta di pudore che impedisce alle persone di divulgare ciò che fanno, pensando che sia una cosa banale o che non interessi ad altri.

Spinto da questa prima idea ho proposto altre due mappe, una riguardo le scuole che utilizzano i modelli predisposti dalla comunità di Porte Aperte sul Web per il loro sito istituzionale:

mappa_porteaperte

Scuole che utilizzano il modello di Porte Aperte sul Web

l’altra rispetto all’utilizzo di Libreoffice nelle varie realtà: lavorativa, nella pubblica amministrazione, per uso privato:

mappa_libreoffice

Uso di Libreoffice

Quindi, se non hai ancora indicato niente in queste due mappe, perché non farlo ora? E perché non diffondere l’iniziativa a chi conosci per aumentare le indicazioni?

Come dice spesso Alberto Ardizzone, anima della comunità di Porte Aperte, insieme si può, insieme è meglio!

Fondi a perdere

In questi tempi di magra, la scuola risente molto della mancanza di risorse. Per questo ogni spesa viene soppesata, discussa, valutata e affrontata solo se necessaria.

Quando però si deve acquistare un programma, spesso succede che vengono messe da parte le varie argomentazioni, e si procede spediti all’acquisto.

Il problema purtroppo è che spesso questi investimenti vengono spesi per prodotti “a perdere”. Infatti la scelta ricade sull’acquisto di licenze d’uso di programmi proprietari, che instaurano un ambiente di fatto bloccato ad ogni cambiamento e che crea una dipendenza che alla scuola non porta niente.

Perchè allora non investire nel software libero?

Adottando soluzioni libere si hanno diversi vantaggi, primo fra tutti la riusabilità in diverse situazioni delle soluzioni adottate, senza troppi vincoli dovuti a licenze restrittive. L’investimento di denaro pubblico in programmi liberi è infatti a lungo termine: il programma che intendo “comprare” è qualcosa che poi rimane a chi acquista, se non altro in termini di aumento della conoscenza.

Ho messo “comprare” tra virgolette perchè mi piacerebbe che si pensasse al sovvenzionare. Perchè un ente pubblico (in questo caso una scuola, o una rete di scuole) non trova il coraggio di finanziare un progetto libero, che rimanga come bagaglio non solo alla scuola che lo ha promosso, ma a tutte le scuole che lo volessero adottare?

Allora si che i soldi spesi saranno a lungo termine, reinvestiti in iniziative che potranno crescere e svilupparsi a beneficio di tutta la comunità scolastica e non solo.

E’ solo un sogno? Spero proprio che un giorno si possa realizzare!