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Le soluzioni possibili

Come spiegavo nel post precedente, quest’anno è stato possibile tabulare le prove INVALSI con un applicativo Java multipiattaforma, con una soluzione slegata dal programma Excel a cui gli insegnanti erano abituati.

Questa novità è stata accolta con soddisfazione dai partecipanti alle comunità di insegnanti che utilizzano software libero (wii libera la lavagna in primis) che l’anno scorso si sono mossi per sollecitare una soluzione a questo problema da parte di INVALSI insieme alle provincie di Trento e Bolzano. Anche la comunità del software libero ha dato eco alla notizia che è rimbalzata su molti canali social.

Dopo i primi problemi, che immancabilmente sono venuti a galla, il contatto proficuo con l’ing. Leonardo Villani di INVALSI ha permesso di mettere a punto le versioni disponibili e, nel giro di qualche giorno, di avere a disposizione l’applicativo funzionante per gli ambienti windows e linux.

Chi non avesse avuto notizie, ecco i link per scaricare:

la versione per Linux
la versione per Windows
il manuale

Mi auguro che questo primo contatto prosegua nel tempo anche per gli altri appuntamenti della tanto contestata prova INVALSI (prova per la seconda delle scuole secondarie di secondo grado e prova di esame per la scuola secondaria di primo grado). Sarebbe bello che la possibilità di scaricare l’applicativo Java fosse inserita nell’area del sito INVALSI dedicata al reperimento delle risorse da parte delle segreterie. Ci farebbe sembrare un po’ meno “carbonari” e i nostri colleghi più restii a quest’alternativa potrebbero diventare più disponibili.

Infatti, fino ad ora, purtroppo, l’unico modo per ottenere l’applicativo è stato quello di richiederlo direttamente a INVALSI attraverso la casella di posta dedicata prove2014@invalsi.it, oppure di venirne a conoscenza perchè iscritti al gruppo Facebook siti scolastici, oppure alle liste di software libero collegate al mondo scolastico (wii libera la lavagna, porte aperte sul web, linux-scuola) oltre al fitto passa parola tra i vari docenti.

La messa a punto dell’applicativo, con test da parte di molti insegnanti, è stato possibile anche grazie al supporto delle comunità informali di insegnanti e di tecnici interessati al mondo della scuola. In questi ambienti, che si sono formati spontaneamente nel web e che si allargano sempre di più (ad oggi la comunità wii libera la lavagna conta 700 iscritti), si svolgono attività di supporto, di formazione e approfondimento che mi auguro possano essere riconosciute e sostenute anche dalle istituzioni.

Piccoli passi

Nella scuola italiana il mese di aprile e di maggio sono “dominati” dalla somministrazione delle prove Invalsi. Questo momento è molto dibattuto e discusso, tra chi è pro, chi è contro, chi non ritiene corretto avere una prova unica e altro ancora su cui adesso voglio sorvolare.

Al di là di tutte le polemiche e i punti di vista, resta il fatto che, una volta somministrate, le prove vanno poi tabulate dagli insegnanti. Fino ad ora lo si è fatto utilizzando un file di excel contenente delle macro. Questa soluzione tecnica, per funzionare, purtroppo costringe le scuole ad avere un ambiente windows e una precisa versione di MS Office.

Nel frattempo però sono sempre più numerose le scuole che, osservando le indicazioni contenute nell’art. 68 del Codice dell’Amministrazione Digitale e in particolare nelle linee guida pubblicate lo scorso gennaio, hanno cominciato ad usare software libero e si trovano nell’impossibilità di tabulare i risultati.

Nel mese di maggio del 2013, nella lista wii libera la lavagna e porte aperte sul web, abbiamo allora avviato una campagna di sensibilizzazione mandando mail di protesta all’Invalsi con la richiesta di soluzioni che non costringessero le scuole a dotarsi di programmi legati ad una particolare azienda. In seguito sono stati presi contatti con il dott. Ricci anche grazie al Dipartimento della Conoscenza e all’IPRASE di Trento.

Quest’anno, ecco la bella notizia: per la prima volta ci sarà la possibilità di tabulazione i risultati con soluzioni libere, per ora in via sperimentale.

Personalmente sono soddisfatto di questo primo risultato perchè è un primo segno che, se opportunamente sollecitate, anche le istituzioni ai livelli più alti possono offrire soluzioni interoperabili a beneficio di tutti. È compito di tutti noi, cittadini e insegnanti, richiedere alternative senza subire passivamente scelte di altri che ci condizionano nell’uso di determinati strumenti quando esistono delle valide alternative libere e che hanno l’indubbio vantaggio di liberarci da un giogo che ci opprime ogni giorno sempre di più.

La strada da fare verso la consapevolezza è ancora lunga, ma pian piano ci stiamo muovendo in quella direzione.

Far vedere che ci siamo

Tante volte chi usa software libero ha l’impressione di essere solo, soprattutto quando parla delle proprie scelte alle persone che conosce e cerca in qualche modo di diffondere ad altri l’utilizzo di questi programmi. Quando ho conosciuto crowdmap mi sono incuriosito: dare la possibilità di segnalare punti di interesse, eventi o altro su una mappa mi sembra una grande opportunità. Ecco allora che ho pensato ad una mappa che faccia uscire dal guscio chi usa software libero a scuola. Ecco il risultato:

Mappa del software libero a scuola

Il software libero a scuola

Naturalmente le mappe non sono sicuramente esaustive, molte realtà non sono segnalate, ci sono situazioni in cui il software libero è usato ma per vari motivi non è stato indicato nella mappa. Uno dei motivi credo che sia il fatto che questa iniziativa non è molto conosciuta, soprattutto nell’ambiente scolastico. Oltre a una sorta di pudore che impedisce alle persone di divulgare ciò che fanno, pensando che sia una cosa banale o che non interessi ad altri.

Spinto da questa prima idea ho proposto altre due mappe, una riguardo le scuole che utilizzano i modelli predisposti dalla comunità di Porte Aperte sul Web per il loro sito istituzionale:

mappa_porteaperte

Scuole che utilizzano il modello di Porte Aperte sul Web

l’altra rispetto all’utilizzo di Libreoffice nelle varie realtà: lavorativa, nella pubblica amministrazione, per uso privato:

mappa_libreoffice

Uso di Libreoffice

Quindi, se non hai ancora indicato niente in queste due mappe, perché non farlo ora? E perché non diffondere l’iniziativa a chi conosci per aumentare le indicazioni?

Come dice spesso Alberto Ardizzone, anima della comunità di Porte Aperte, insieme si può, insieme è meglio!

Fondi a perdere

In questi tempi di magra, la scuola risente molto della mancanza di risorse. Per questo ogni spesa viene soppesata, discussa, valutata e affrontata solo se necessaria.

Quando però si deve acquistare un programma, spesso succede che vengono messe da parte le varie argomentazioni, e si procede spediti all’acquisto.

Il problema purtroppo è che spesso questi investimenti vengono spesi per prodotti “a perdere”. Infatti la scelta ricade sull’acquisto di licenze d’uso di programmi proprietari, che instaurano un ambiente di fatto bloccato ad ogni cambiamento e che crea una dipendenza che alla scuola non porta niente.

Perchè allora non investire nel software libero?

Adottando soluzioni libere si hanno diversi vantaggi, primo fra tutti la riusabilità in diverse situazioni delle soluzioni adottate, senza troppi vincoli dovuti a licenze restrittive. L’investimento di denaro pubblico in programmi liberi è infatti a lungo termine: il programma che intendo “comprare” è qualcosa che poi rimane a chi acquista, se non altro in termini di aumento della conoscenza.

Ho messo “comprare” tra virgolette perchè mi piacerebbe che si pensasse al sovvenzionare. Perchè un ente pubblico (in questo caso una scuola, o una rete di scuole) non trova il coraggio di finanziare un progetto libero, che rimanga come bagaglio non solo alla scuola che lo ha promosso, ma a tutte le scuole che lo volessero adottare?

Allora si che i soldi spesi saranno a lungo termine, reinvestiti in iniziative che potranno crescere e svilupparsi a beneficio di tutta la comunità scolastica e non solo.

E’ solo un sogno? Spero proprio che un giorno si possa realizzare!