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Il brivido della consapevolezza

Alcune riflessioni sul software libero e dintorni.
La cosa che mi appassiona di più dei programmi liberi è che sono il frutto della collaborazione di tante persone e che tante altre persone possono contribuire per migliorare o personalizzare quello che trovano, in una condivisione di idee molto arricchente.
Mi sono spesso ritrovato a riflettere sulle principali differenze tra il software libero e quello proprietario. Ogni tanto mi capita di leggere in rete riflessioni e considerazioni sul valore dei programmi liberi.


La differenza sta nel centro dei due tipi di programmi. Al centro dei programmi proprietari sta l’azienda che produce il software, al centro dei programmi liberi invece c’è l’utente.
In conseguenza di questo è ovvio che i programmi proprietari siano pieni di bellissimi features, di mirabolanti specchietti luccicanti ricchi di mille opzioni e possibilità che cercano di interpretare quale possa essere l’esigenza di chi usa il computer. Ma il fine ultimo, giustamente, è quello di riuscire a guadagnare, anche a discapito di altre ditte di software mie concorrenti. Da qui ecco la licenza che permette l’uso ma non permette di conoscere il codice. Questo tipo di approccio trovo che impigrisca l’utenza, che si è abituata nel tempo a scoprire quali siano le proposte nuove dei vari programmi, senza aver la voglia/possibilità di avanzare suggerimenti, esigenze, bisogni. Chi conduce il gioco è la ditta e noi diventiamo delle marionette mosse dai loro fili.
Con il software libero tutto questo sparisce e nasce la consapevolezza. La consapevolezza prima di tutto dei miei bisogni, di quello che mi serve veramente. E poi nasce la curiosità nel conoscere nuovi programmi, nel provare…
Da quando uso programmi liberi ho avuto la possibilità di aumentare la conoscenza dell’informatica, di come funziona un computer. Mi sono reso conto come siamo tutti orientati da un’unica ditta mondiale che ci “costringe” a scelte che non vogliamo. Nuova versione del sistema operativo? Non ho scelta, devo cambiare. Non mi piace? Non è un problema per loro, mi devo adeguare per delle funzionalità che sono state ritenute interessanti e utili da altri.
Con un programma libero ho invece la possibilità di intervenire su quello che non mi piace, oppure di potenziare quello che mi serve, o di personalizzare, di adeguare, di tradurre….. Mi si apre un mondo di possibilità che mi rendono utente attivo, propositivo e protagonista di ciò che voglio fare con la mia macchina.
Fermo i miei pensieri, che stanno andando a ruota libera senza che nessuno li fermi.
A chi sarà riuscito ad arrivare fino in fondo auguro di poter provare ad usare programmi liberi, per avere la possibilità di gustare il brivido della consapevolezza e della libertà.

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