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La bicicletta e il web

Chi si permetterebbe di prendere una bicicletta lasciata nella rastrelliera senza lucchetto? Non credo molti di noi.

Eppure facciamo questa cosa quando navighiamo nel web. Quanti di noi fanno una ricerca di un’immagine con Google, fanno scorrere e prendono la foto o il disegno che più gli piace? E quanti si preoccupano di controllare se l’autore ha dato i permessi per farlo? La usiamo e basta, senza farci troppe domande. È un po’ come prendere la bicicletta lasciata senza lucchetto di cui parlavo prima senza porsi nessun problema.

Tutto ciò che è creazione di qualcuno, anche nostra, anche la cosa più semplice, è di nostra proprietà. E se noi non dichiariamo se e come vogliamo condividerla, nessuno può prenderla senza prima chiedercelo, anche se tecnicamente basta fare tasto destro -> salva…. Anche con le biciclette è così: tecnicamente basta saltare in sella e via, nessun artificio meccanico ce lo vieta. Ma abbiamo imparato a non farlo, a rispettare la proprietà degli altri. E allora mi chiedo: perchè consideriamo di tutti quello che troviamo nel web? Solo perchè è tecnicamente semplice salvarlo sul proprio dispositivo?

Sono convinto che la condivisione del sapere sia un motore eccezionalmente potente per far crescere e migliorare le idee, e penso che sia importante che ne venga favorita la circolazione garantendo al tempo stesso la paternità. E allora come la mettiamo? Posso prendere ciò che trovo oppure no?

Ci vengono in aiuto le licenze Creative Commons. Con questo tipo di licenza l’autore (di un’immagine, di un testo, di una canzone….) decide di condividerla e come, in quali termini. È come se sulla bici di prima ci fosse un cartello con scritto: “Questa bici è mia, se ne hai bisogno prendila pure ma poi riportala qui entro stasera“, oppure “Questa bici è mia, se vuoi migliorarla fallo pure“… insomma è dichiarato in modo chiaro ciò che può essere fatto da chi usa in questo caso la bicicletta.

Allora perchè non iniziare la ricerca di ciò che ci serve dal motore di ricerca delle creative commons?

Posted under: riflessioni

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One comment

  • Bella l’immagine della bicicletta.
    Trovare una bicicletta lasciata appositamente senza lucchetto perchè chi ne abbia bisogno possa utilizzarla …
    Mettiamo che abbia bisogno di questa bicicletta … sai che farei? La utilizzerei, ringraziando chi l’ha messa a disposizione e magari, accorgendomi che è un pochino scrostata … finito di utilizzarla, gliela restituisco verniciata di nuovo o con le gomme gonfiate o con il fanalino rotto aggiustato.
    Ci vuole un grande senso civico e essere in grado di essere grati a chi regala per il gusto di farlo.
    Impossibile? Difficile forse e contro corrente …
    Credo che chi faccia questo (mettere a disposizione la bicicletta) non sia “buono” ma semplicemente soddisfatto di quanto ha e decide di dedicarsi a quello che più gli piace fare. Nel caso citato immagino sistemare biciclette rotte e metterle a disposizione.
    Allo stesso tempo, chi vende le biciclette non deve sentirsi ostacolato. Avere una bicicletta propria e nuova piace a tutti … dopo aver provato la bicicletta potrei anche decidere di acquistarne una nuova … ma per il gusto di farlo e non perchè non ci sono alternative.

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