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Uso il software libero perchè…

Dopo aver letto su facebook un post di Stefano Ghidini che invitata le scuole a lasciar perdere la scelta del software libero ecco alcuni pensieri a riguardo.

Uso software libero e penso che sia importante fare questa scelta nella scuola per questi motivi.

  • perchè funziona;
  • perchè è un approccio differente, basato sull’indipendenza di ognuno;
  • perchè è un modello che funziona, non a caso i vari google, amazon, facebook sono stati costruiti e si basano su software libero;
  • perchè è meglio insegnare che cosa è e cosa si può fare con un foglio di calcolo invece che addestrare all’uso di uno specifico strumento che poi nel tempo può cambiare;
  • perchè è meglio insegnare la cultura della legalità che è insita nel software libero visto che non bisogna ricorrere a sotterfugi per evitare di pagare il programma;
  • perchè è inclusione, e nella scuola, come a mio parere nella vita, l’inclusione è un grande valore;
  • perchè conviene a tutti, non solo a chi vende o confeziona il software;
  • perchè è meglio comprare servizi che prodotti;
  • perchè usare il software libero aumenta le mie competenze e mi fa crescere;
  • perchè promuove l’uso di standard aperti per una libera concorrenza, senza bloccare tutto come era fino a qualche anno fa;
  • perchè in molti hanno capito che open è meglio, vedi per esempio l’ultima notizia delle università italiane che hanno offerto corsi liberamente accessibili;
  • perchè progetti come wikipedia hanno avuto e continuano ad avere una crescita esponenziale proprio perchè basati su software libero e sulla cultura della condivisione della conoscenza;
  • perchè il software non è un prodotto ma un’idea, e le idee non si possono racchiudere o brevettare, vanno fatte circolare;
  • perchè insieme è meglio (cit. Alberto Ardizzone e Porte Aperte sul Web);
  • ah, dimenticavo… perchè la legge italiana lo impone come prima scelta alle pubbliche amministrazioni;

E ci sono anche tanti altri esempi e motivi per cui è preferibile se non addirittura un obbligo morale per la scuola la scelta del software libero ma io mi accontento di questi.

Quindi per queste e altre ragioni ho deciso di investire tempo e risorse per usare software libero e fare in modo che sia il più usabile possibile. Se anche le aziende lo capissero crescerebbe ancora più velocemente di come ha fatto fino ad ora.

Prove invalsi – maschera java in versione test

Le prove Invalsi di quest’anno sono ormai alle porte. Da due anni è a disposizione una maschera scritta in java che permette di tabulare i risultati anche alle scuole dove non è installato Excel ma è stata fatta un’altra scelta, per esempio Libreoffice. Chi si occupa di questa soluzione in Invalsi è l’ing. Leonardo Villani che si è dimostrato estremamente disponibile a supportare le scuole che hanno fatto questa scelta negli scorsi anni.
Dietro la richiesta di Valeria Framondino, insegnante che frequenta la lista wii libera la lavagna, di avere la possibilità di testare la maschera in modo da prevenire eventuali problemi Leonardo Villani ha inviato questa mail:
Per quanti di Voi abbiano fatto richiesta di utilizzo della maschera Java o per chi interessato al solo test della stessa, in fondo alla presente troverete un link per il download della maschera di test Java.
I dati al suo interno sono da riferirsi al 2015 per ovvie ragioni.
Per eseguirla è necessario aver istallato e configurato una Java Virtual Machine compatibile Oracle JRE 1.7.
E’ in formato compresso (.zip) , quindi va scompattata ed eseguita da terminale per i sistemi Linux e Mac, estratta ed eseguita da terminale, ovvero cliccando sull’icona, per i sistemi Microsoft.
Una semplice guida la troverete nel file allegato (readMe.doc).
E’ possibile testare un istituto fittizio RMIC000000 e le sole classi di livello 2,5,10 che troverete disponibili. Si potrebbero avere messaggi del tipo: “nessuna classe per il corso di studio selezionato”, è normale.
Troverete la versione ufficiale il giorno delle Prove sul sito Invalsi.
AugurandoVi un buon lavoro Vi ringrazio e resto a disposizione, Leonardo Villani
Invitiamo quindi a diffondere questa notizia in modo che venga raggiunto il maggior numero possibile di scuole che potrebbero essere interessate.
Ci auguriamo che la soluzione della maschera java sia disponibile sul sito Invalsi senza che se ne debba fare una specifica richiesta.

La bicicletta e il web

Chi si permetterebbe di prendere una bicicletta lasciata nella rastrelliera senza lucchetto? Non credo molti di noi.

Eppure facciamo questa cosa quando navighiamo nel web. Quanti di noi fanno una ricerca di un’immagine con Google, fanno scorrere e prendono la foto o il disegno che più gli piace? E quanti si preoccupano di controllare se l’autore ha dato i permessi per farlo? La usiamo e basta, senza farci troppe domande. È un po’ come prendere la bicicletta lasciata senza lucchetto di cui parlavo prima senza porsi nessun problema.

Tutto ciò che è creazione di qualcuno, anche nostra, anche la cosa più semplice, è di nostra proprietà. E se noi non dichiariamo se e come vogliamo condividerla, nessuno può prenderla senza prima chiedercelo, anche se tecnicamente basta fare tasto destro -> salva…. Anche con le biciclette è così: tecnicamente basta saltare in sella e via, nessun artificio meccanico ce lo vieta. Ma abbiamo imparato a non farlo, a rispettare la proprietà degli altri. E allora mi chiedo: perchè consideriamo di tutti quello che troviamo nel web? Solo perchè è tecnicamente semplice salvarlo sul proprio dispositivo?

Sono convinto che la condivisione del sapere sia un motore eccezionalmente potente per far crescere e migliorare le idee, e penso che sia importante che ne venga favorita la circolazione garantendo al tempo stesso la paternità. E allora come la mettiamo? Posso prendere ciò che trovo oppure no?

Ci vengono in aiuto le licenze Creative Commons. Con questo tipo di licenza l’autore (di un’immagine, di un testo, di una canzone….) decide di condividerla e come, in quali termini. È come se sulla bici di prima ci fosse un cartello con scritto: “Questa bici è mia, se ne hai bisogno prendila pure ma poi riportala qui entro stasera“, oppure “Questa bici è mia, se vuoi migliorarla fallo pure“… insomma è dichiarato in modo chiaro ciò che può essere fatto da chi usa in questo caso la bicicletta.

Allora perchè non iniziare la ricerca di ciò che ci serve dal motore di ricerca delle creative commons?